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Recupero crediti in via giudiziale

Categoria: Recupero crediti

Quando procedere con il recupero giudiziale del credito

Quando a seguito di tentativi stragiudiziali infruttuosi o in caso di mancato rispetto degli accordi raggiunti, il creditore non ottiene il pagamento e non è in possesso di un titolo esecutivo, sarà possibile intraprendere un'azione avanti al Tribunale allo scopo di ottenere un titolo esecutivo giudiziale su cui fondare il recupero coattivo del credito.
In questo caso la fase dell'esecuzione vera e propria è preceduta da un'azione volta al conseguimento di un titolo esecutivo.

L'azione diretta alla formazione del titolo esecutivo non sarà ovviamente necessaria ove il creditore sia già in possesso di un titolo esecutivo o agisca sulla base di documenti cui il codice di procedura civile all'art. 474 qualifica come titoli esecutivi, che sono:

  • le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;

  • le scritture private autenticate relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, le cambiali, nonchè gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la stessa efficacia (ad es. gli assegni);

  • gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

Negli altri casi sarà necessario ottenere previamente il titolo esecutivo attestante il credito su cui poter fondare la successiva azione esecutiva.

Il ricorso per decreto ingiuntivo

Nella prassi la via più semplice e rapida per ottenere un titolo esecutivo giudiziale è quella di depositare un ricorso per Ingiunzione di pagamento, che consiste in un procedimento speciale abbreviato all'esito del quale il Tribunale emetterà un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo) valido a fondare un'azione forzata sul patrimonio dell'obbligato.

La rapidità del procedimento è conseguenza del fatto che il Giudice emetterà il provvedimento sulla base dei soli documenti prodotti dal creditore. Le possibilità di difesa date al debitore consistono nel fatto che allo stesso è concesso un termine di 40 giorni, che decorre dal momento in cui gli viene notificato il decreto ingiuntivo, per far valere le proprie (eventuali) ragioni.

Nel caso in cui il creditore sia in possesso di documenti validi a fondare il suo diritto (es. fatture, estratto scritture contabili, ordini, ddt, ecc.) e vanti un credito che sia qualificabile come:

  • certo: cioè quando la sua esistenza non sia controversa e sia comprovato da documenti attendibili;

  • liquido: cioè determinato (o quantomeno facilmente determinabile) nel suo ammontare;

  • esigibile: cioè quando il termine di pagamento sia già scaduto e non sia sottoposto a condizioni o termini;

Laddove il credito sia carente di tali requisiti, sarà necessario procedere in via ordinaria mediante atto di citazione con cui instaurare un procedimento che porterà all'emissione di una sentenza valida come titolo esecutivo.
Nel giudizio ordinario così instaurato, la presenza dell'obbligato comporta inevitabilmente un incremento dei tempi necessari ad ottenere il titolo esecutivo.

Una volta in possesso di un titolo esecutivo valido (ottenuto giudizialmente o stragiudizialmente) sarà possibile, per mezzo di un atto formale (c.d. atto di precetto), intimare all'obbligato di provvedere al pagamento di quanto risultante dal titolo esecutivo entro un termine non inferiore a dieci giorni, avvertendolo nel contempo che, in mancanza del pagamento, si procederà ad esecuzione forzata nei suoi confronti pignorando tutti i beni facenti parte del suo patrimonio fino al raggiungimento dell'importo dovuto, oltre alle spese di recupero ed agli interessi moratori.