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Separazione con addebito

Mahatma Gandhi

Un No pronunciato con la più profonda convinzione è meglio e più grande di un Si pronunciato per compiacere, o peggio, per evitare guai.

Cosa significa Separazione con addebito?

Con addebito della separazione ci si riferisce alla richiesta che può essere avanzata da uno dei coniugi in sede di separazione giudidziale quando la responsabilità della crisi coniugale sia conseguenza dell'altro coniuge.

Nel caso in cui venga poi accertata l'effettiva responsabilità di un coniuge nella crisi coniugale, sarà dichiarata la separazione con colpa di quest'ultimo che verrà condannato a subire conseguenze giuridiche e patrimoniali dell'addebito.

Laddove non sia, invece, accertata la responsaiblità di un coniuge nella fine del matrimonio, sarà dichiarata la separazione senza addebito che non comporterà conseguenze giuridiche e patrimoniali di natura punitiva a carico del responsabile.

Presupposti per la dichiarazione di addebito della separazione

Ai sensi dell'art. 151, comma 2 c.c. i presupposti per una pronuncia di addebito della separazione, oltre ovviamente alla richiesta da parte di un coniuge, consistono in comportamenti che siano contrari ai doveri che nascono dal matrimonio.

Inoltre, il comportamento contrario agli obblighi matrimoniali dovrà essere causa e conseguenza diretta della crisi coniugale che ha condotto all'intollerabilità della prosecuzione della convivenza.

I doveri matrimoniali la cui violazione può comportare la dichiarazione di addebito della separazione sono quelli indicati dall'art. 143 c.c., ovvero:

  • - obbligo di reciproca fedeltà;
  • - obbligo di assistenza morale e materiale;
  • - obbligo di collaborazione nell'interesse della famiglia;
  • - obbligo di coabitazione.
  • - obbligo di contribuire, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

In consguenza di quanto sopra, a titolo esemplificativo, in caso di violazione dell'obbligo di fedeltà, il giudice dichiarerà l'addebito se il tradimento sia stato la causa scatenante della crisi familiare che ha portato alla separazione. Diversamente, nel caso in cui il tradimento sia intervenuto quando ormai i coniugi non avevano più rapporti ed legame materia e spirituale era già venuto meno, mancherebbe la prova nel nesso causale tra la relazione extraconiugale e la rottura del matrimonio e, di conseguenza, il giudice non addebiterà la colpa della separazione.

In altre parole, per ottenere la dichiarazione di addebito, occorrerà dimostrare che, senza l'infedeltà, il matrimonio non si sarebbe sciolto.

Sempre a titolo esemplificativo, con riferimento al dovere di assistenza materiale e spirituale, può essere causa di addebito il rifiuto di avere rapporti affettivi e sessuali per un lungo periodo di tempo o il comportamento del coniuge che rifiuti di curare il coniuge malato.

Cassazione: sempre addebitabile al coniuge violento la responsabilità della separazione

In tema di responsabilità della separazione, è recentemente intervenuta la Corte di Cassazione che, con ordinanza n. 35249 del 2023 ha nuovamente confermato il proprio costante orientamento in presenza di comportamenti violenti di un coniuge.

Con tale ordinanza la Corte ha rigettato la richiesta di addebito formulata dal marito ed ha, invece, accolto quella della moglie per condotta violenta ed aggressiva da parte del marito.

Gli Ermellini hanno ritenuto che "le reiterate violenze fisiche e morali costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sè sole, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti la intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all'autore di esse"

Non sono state ritenute rilevanti le argomentazioni proposte dall'avvocato del ricorrente secondo il quale, per l'addebito della separazione, le violenze fisiche e morali perpetrate avrebbero dovuto essere determinanti rispetto alla irreversibile crisi coniugale, mentre nel caso in questione le violenze erano avvenute nell'ambito di un rapporto coniugale già deteriorato per altre ragioni e sarebbero quindi state ininfluenti e irrilevanti rispetto alla decisione di porre fine al matrimonio.

Per la Corte, inoltre, "l'accertamento di violenze esonera il giudice di merito dal dovere di procedere alla comparazione, ai fini dell'adozione delle relative pronunce, col comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, trattandosi di atti che, in ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei"

Per tale ragione non sono state ritenute attendibili le dichiarazioni testimoniali secondo cui i coniugi non avrebbero mai avuto un'intesa serena, posto che tale circostanza non dimostra alcun comportamento omogeneo rispetto a quello delle aggressioni violente.

Conseguenze della dichiarazione di addebito

Con la pronuncia di addebito, il giudice impone conseguenze di carattere patrimoniale a carico del coniuge cui è stata addebitata la separazione.

Nello specifico tale dichiarazione comporterà la perdita dell'assegno di mantenimento (nel caso in cui l'addebito sia a carico del soggetto che avrebbe avuto diritto a percepirlo) e la perdita dei diritti successori.

Il coniuge a cui non è addebitata la separazione potrà inoltre chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa della violazione dei doveri nascenti dal matrimonio e potrà ottenere la condanna dell'altro al pagamento delle spese legali.

La dichiarazione di addebito non ha effetti sull'affidamento, sulla gestione e sul mantenimento dei figli, ma, nel caso in cui l'addebito derivi da comportamenti violenti, il giudice potrà stabilire l'affidamento esclusivo all'altro coniuge.

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